Palazzo Rossi

Maestoso ed imponente si affaccia su due strade quali via Carducci e via Degli Estensi e la sua facciata domina la strada che dalla Piazza dell’Abbazia della Vangadizza porta nella piazza municipale. Il Palazzo, risalente al XVIII secolo, appartenne prima ad Antonio Rossi che, nel 1851, lo cedette a Carlo Balzan proprietario per oltre un ventennio prima di cederlo alla Famiglia Miotto. Palazzo Rossi è caratterizzato da una equilibrata facciata con al centro, una trifora con balcone.
Tale elemento architettonico è presente in diversi palazzi e non ha solo un fine ornamentale ma ha anche uno scopo di praticità poiché la trifora, aprendosi a tutta superficie del salone, forniva luce a quella che era la parte di rappresentanza del palazzo, cioè il salone superiore. La trifora del palazzo Rossi ha un elemento nuovo: sopra le due porte-finestre laterali architravate, si aprono due finestre quadrate ai lati dell’area centrale per aumentare la luce nel salone; il tutto inserito in un contesto raffinato e racchiuso da cornici sagomate e modanature. Le cornici delle finestre con inferriate del pianterreno, sono lineari mentre le superiori della facciata principale che dà su via Degli Estensi, sono sovrastate da un timpano curvilineo.
Una sottile cornice delimita discretamente, quasi timidamente e senza imporsi, i due piani a differenza della grossa cornice che circonda la parte superiore del Palazzo. Lo stesso motivo a trifora lo si trovava pure nella facciata opposta che dava sul giardino e che purtroppo negli anni Sessanta del Novecento venne, con lo stesso giardino, sacrificata per permettere le costruzioni di nuovi edifici.
All’interno di Palazzo Rossi è ben visibile un monumentale scalone in pietra tenera in puro stile Settecento ed alcune stanze decorate con raffinati stucchi sempre dello stesso periodo, che coprono soffitti e pareti. Gli stucchi formano riquadri disegnati con eleganza e colorati con le due tinte più diffuse del tempo: il rosa e il verdino.
Bello ed elegante anche il caminetto rimasto in una delle stanze laterali al salone centrale mentre piacevoli sono le decorazioni pittoriche del primo Novecento del soffitto di un’altra stanza sempre laterale al salone centrale del Palazzo.
Nel Palazzo esiste al pianterreno un’inferriata barocca, oggi murata, confinante con l’attigua Chiesetta della Beata Vergine dell’Addolorata, oggi Sant’Antonio Abate, dietro la quale i nobili Rossi, proprietari del Palazzo, potevano assistere alla Santa Messa. Sul pavimento dell’Oratorio ancora oggi è visibile una tomba dove nel 1700, venne sepolto un membro della Famiglia Rossi.
Il Palazzo ha subito un recente restauro grazie al quale sono affiorate delle decorazioni del pittore e decoratore veneziano Giovanni Biasin, morto a Rovigo nel 1912.

Tratto da Antiche memorie: il Teatro Sociale e i palazzi di Badia Polesine di Mara Barison e Francesco Occhi, Foto di Antonello Zamboni.
Banca di Credito Cooperativo del Basso Veronese, 2004