Palazzo Piana

Il palazzo sorge accanto all’area occupata nel passato dallo stabilimento creato da Giuseppe Piana, famoso per aver rivoluzionato l’utilizzo dei pozzi tubolari sistema Northon, che permise alla stessa Sirmione di creare il primo stabilimento termale della città. Il palazzo è disposto su tre piani e le parti decorativo-strutturali sono realizzate in pietra lavica.
L’elegante palazzo, caratterizzato anche dalla colorazione rosso pompeiano, in origine era fornito di un’ampia terrazza all’inglese visibile fino agli anni Cinquanta del Novecento. Per ragioni di opportunità l’edificio venne poi alzato di un piano perdendo questa caratteristica.
Osservando con attenzione la composizione architettonica dell’edifico, è possibile notare la particolare suddivisione dei quattro piani con, a pianterreno, un bel porticato i cui spazi interni risultano occupati da esercizio commerciali. Nella parte esterna, otto paraste forniscono eleganza ed armonia all’intero immobile che trova la propria suddivisione in vari piani, grazie a delle tipiche cordonate.
Il piano nobile, invece, è caratterizzato da sei grandi ed ariose finestre racchiuse in cornici lavorate e sovrastate da un timpano. Al centro è poi posto un ampio balcone con colonne lavorate, elemento che si ripete in tutte le altre finestre e che risulta contraddistinto da aperture binate riprese pure ai piani superiori. In questa architettura molto è stato concesso all’apparato decorativo. Infatti il terzo piano, pur avendo le finestre sempre sormontate da cornici, è stato volutamente privato dei timpani per differenziarlo nettamente da quello inferiore.
L’ultimo piano, realizzato in un secondo momento, è andato a sostituire la terrazza all’inglese e, per accentuare la diversità dai piani sottostanti, è stato caratterizzato da finestre arcuate abbellite da finti capitelli.

Antiche memorie: il Teatro Sociale e i palazzi di Badia Polesine di Mara Barison e Francesco Occhi, Foto di Antonello Zamboni.
Banca di Credito Cooperativo del Basso Veronese, 2004