Palazzo Municipale

Situato nel cuore di Badia Polesine proprio di fronte al Monte dei Pegni poco lontano dalla Chiesa Arcipretale è un Palazzo dalle linee sobrie, con Loggia e Torre Civica. Si tratta del Palazzo Municipale dove da tempo immemorabile vengono prese decisioni in merito all’attività amministrativa, sociale ed economica dell’intero Comune.
Con molta probabilità la sede municipale esisteva già nella seconda metà del ‘400 quando il veneziano Marin Sanudo, in occasione di uno dei suoi innumerevoli viaggi, annoverava come a Badia Polesine le inquisizioni e i proclami fossero letti e divulgati sotto la Loggia nuova e quindi nel nuovo edificio comunale da poco costruito.
La Notte di Natale del 1595, il Palazzo del Municipio, già del Podestà, fu completamente distrutto da un incendio e con esso bruciò anche il ricco archivio conservato al suo interno. Il Palazzo fu ricostruito verso i primi del Seicento e venne più volte restaurato. L’ultimo grande intervento porta la data del 1985: in quell’occasione il professor Ivan Tardivello provvide a curare il restauro della bella Sala Consiliare decorata a tempera da Amedeo Bianchi nel 1909 per dipingere la quale il pittore badiese si ispirò alla Stanza delle Asse nel Castello Sforzesco di Milano.
Per entrare nel dettaglio degli abbellimenti di tale Sala, la volta risulta completamente decorata ed abbellita da intrecci vegetali dipinti a tempera e foglia d’oro. All’interno di questa particolare lavorazione, spiccano lo stemma di Venezia, quello di Badia Polesine, della Casa Savoia e di quella Estense e alcuni scorci della Città di Badia Polesine con i suoi monumenti più rappresentativi e gli edifici di maggior prestigio come l’Abbazia della Vangadizza, il Palazzo degli Estensi e l’Oratorio di Sant’Antonio, l’Oratorio della Salute, la Cappella del Cimitero e la Vera da pozzo dell’Abbazia. A seguire, i luoghi e le cose tipiche della nostra terra come i mulini, il ponte in legno sull’Adige, il passo sul fiume Adige, il Sostegno Bova, Borgo San Nicolò, il Mercato Coperto, le due vedute di fabbriche, il ponte in ferro sull’Adigetto.
Vengono pure riprodotti alcuni stemmi delle città italiane mentre quattro cartigli vuoti fanno pensare ad un eventuale utilizzo per l’inserimento di Sindaci o di illustri personalità di Badia Polesine.
Uscendo dalla residenza municipale, colpisce del Palazzo la struttura possente ma elegante al tempo stesso ed alcune particolari lavorazioni visibili all’esterno. Tra di esse un cornicione dentellato, tipico ornamento del Seicento mentre ornamentali fasce orizzontali delimitano i piani e le finestre del piano superiore.
All’esterno, verso la Piazza, sono state murate alcune lapidi che ricordano i Podestà veneziani della Città. Altre lapidi, disposte sotto la Loggia, ricordano assieme ad alcuni busti celebrativi, i badiesi illustri e precisamente: Gian Girolamo Bronziero, Luigi Balzan e Giuseppe Piana, Eugenio e Angela Lina Balzan.
All’interno della Loggia si trova anche un piede agrimensorio, una misura fissata su una lastra di marmo poi murata nel 1965 per volontà dell’allora Presidente della Pro Loco, professor Ivan Tardivello. La Loggia del Palazzo Comunale è sempre stata il cuore della Città e proprio da qui fin dal Medio Evo si leggevano le “gride” mentre gli auditori veneziani davano udienza ai cittadini che ne facevano richiesta. La Loggia era anche il luogo di ritrovo dei commercianti che contrattavano e stabilivano i prezzi delle merci. Può essere che la misura fosse stata fatta fissare dal Governo della Serenissima, affinché gli interessati avessero una misura regolamentare cui fare riferimento per le loro contrattazioni. Si tratta di una asticciola in ferro, della lunghezza di 38,5 centimetri, divisa in dodici parti, denominata piede agrimensore e divisa in dodici once.

Tratto da Antiche memorie: il Teatro Sociale e i palazzi di Badia Polesine di Mara Barison e Francesco Occhi, Foto di Antonello Zamboni.
Banca di Credito Cooperativo del Basso Veronese, 2004