Palazzo Bassi

Il complesso edilizio risale al XVII secolo. La parte del palazzo che guarda lungo via San Giovanni e che corrisponde al portico pubblico, è caratterizzata da un ricco bugnato con un completo rivestimento dell’intero porticato e di tutte le finestre in marmo chiaro. Il cornicione è sempre in marmo a dentelli. Agli angoli del tetto si trovano due interessanti pinnacoli. La facciata posteriore del palazzo, che guarda verso il giardino interno, è altrettanto bella ed interessante di quella a tutti visibile.
Al piano nobile, su via San Giovanni, si trova l’importante balcone che copre una trifora costituita da una porta con arco affiancata da porte architravate.
L’elegante facciata del palazzo, composta di due piani più un sottotetto, è caratterizzata da una armoniosa simmetria con aperture ad arco a tutto sesto tamponato, di grandi dimensioni tranne quelle dell’ultimo piano che sono invece quadrate e molto più piccole. La porzione centrale del piano terra è segnata da un caratteristico porticato ad arco pieno decorato con grossi conci in bugnato.
Al primo piano, invece, le finestre, ad arco a tutto sesto con concio in chiave a voluta, sono inquadrate all’interno di edicole rettangolari mentre una cornice orizzontale, posizionata all’altezza dei davanzali delle finestre e, in maniera armoniosa poco sopra le stesse e all’altezza degli architravi, si interrompe in corrispondenza della trifora centrale.
Tutti gli elementi architettonici che contornano le finestre, i grandi lastroni del porticato, le cinque fasce orizzontali che collegano i davanzali, architravi e capitelli delle finestre, sono tutti in marmo chiaro e il tutto funge da ornamento alla bella ed elegante facciata.
All’interno del palazzo, esiste un meraviglioso scalone in marmo che è stato purtroppo rovinato durante un intervento di ristrutturazione del ‘900. Il pilastrino del pianerottolo porta intarsiato lo stemma della Famiglia Bassi.

Tratto da Antiche memorie: il Teatro Sociale e i palazzi di Badia Polesine di Mara Barison e Francesco Occhi, Foto di Antonello Zamboni.
Banca di Credito Cooperativo del Basso Veronese, 2004