Monte dei Pegni

L’edificio, situato all’interno della piazza centrale proprio di fronte alla sede comunale, rappresenta la memoria storica di Badia Polesine essendo oggi sede del Museo Civico “A. E. Baruffaldi”. Fu costruito tra il 1620 e il 1630.
Tale data è riportata nell’epigrafe del correr situata nella sala a pianterreno a sinistra dell’arco di passaggio. Dapprima fu sede dell’archivio comunale e Collegio dei notari e in seguito, fino agli anni Trenta del Novecento, occupato dal Monte dei Pegni.
Il Monte di Pietà nasce nella metà del Cinquecento per iniziativa delle Confraternite de Corpus Domini e della Beata Vergine con lo scopo di aiutare, con prestiti in denaro, i ceti più poveri o venire incontro, con finanziamenti agevolati, alle attività economiche del tempo. Il suo capitale iniziale fu il frutto della vendita di un possedimento il cui valore risultò di 400 Ducati e venne incrementato dal Comune utilizzando parte del Dazio del sale, del Boccatico e di altre imposte. Il Boccatico era un’imposta diretta a vantaggio della Camera Ducale ed era costituito da una tassa personale che colpiva in modo quasi uniforme tutti gli abitanti del contado (a bocche) al di sopra dei due anni, senza tenere conto del reddito. Possiamo dire che era l’equivalente della Tassa sul diritto di macina che pagavano gli abitanti della città.
Il Monte di Pietà era stato preceduto anche a Badia Polesine, dalla presenza del Banco di Prestito Ebraico di cui è attestata l’esistenza anche nel nostro Comune fin dal 1414.
La sua attività di aiuto e finanziamento specie per le attività economiche, risultò indispensabile specie nei periodi difficili della storia soprattutto dopo la caduta di Venezia che aveva garantito una certa tranquillità in tutto il territorio. Il Monte riuscì a superare e a far superare i periodi di crisi economica legati alle dominazioni francese ed austriaca e al fenomeno del brigantaggio nella prima metà del 1800. Con la nascita dell’Italia e l’unificazione del Veneto ad essa, il Monte dei Pegni si trasformò in un vero e proprio Istituto di Credito.
Oggi la sua prestigiosa sede fa bella mostra di sè nel cuore del centro storico di Badia. Un edificio massiccio con cinque ampie arcate a pian terreno che riprendono i bei portici che conducono, lungo via Sant’Alberto e via Degli Estensi, fino al Palazzo degli Estensi e lungo via San Giovanni fino ai Palazzi Rosini e Bassi.
Funzionale per l’utilizzo che ha avuto per secoli, l’edificio prende luce da nove ampie finestre disposte sui due piani centrali. È molto probabile che in origine le finestre fossero dieci e che, quando il palazzo divenne sede del Monte Pegni, la finestra centrale venne chiusa per porvi la meridiana mentre pesanti sbarre furono poste alle finestre.
In origine il palazzo esteticamente era ben diverso dall’attuale; infatti un’antica decorazione a riquadri forniva luminosità e gioco di colori all’interno dell’edificio come risulta in un disegno pubblicato nel 1893 nelle “Cento città d’Italia” supplemento mensile illustrato del Secolo.
Essa fu però tolta nel luglio 1960, e sostituita dalla semplice tinteggiatura nel 1927. Passato all’Amministrazione Comunale di Badia, fu restaurato nel 1970 per poter accogliere nel 1977 il Museo Civico “A. E. Baruffaldi”, centro di cultura e di memorie storiche legate alla nostra città e al Polesine.

Tratto da Antiche memorie: il Teatro Sociale e i palazzi di Badia Polesine di Mara Barison e Francesco Occhi, Foto di Antonello Zamboni.
Banca di Credito Cooperativo del Basso Veronese, 2004