Ivan Tardivello

(Badia Polesine 1924 – Badia Polesine 2005)

Nasce il 27 dicembre 1924 e nel 1945 si consegue il Diploma “Magistero” presso l’Istituto d’Arte ai Carmini di Venezia con il titolo di “Professore di Pittura decorativa”.
Nel 1947 si diploma all’accademia Belle Arti di Venezia e fu allievo di Bruno Saetti e Virgilio Guidi. Divenuto insegnante di disegno, nel 1966 diviene il Primo Presidente della Pro Loco di Badia e dal 1956 al 1955 è Ispettore Onorario della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Veneto.
Negli anni della seconda Guerra Mondiale, lavorò con dedizione nella storica bottega artigianale del padre Valentino. Era il più anziano di otto fratelli e contribuì, con il suo lavoro, alle necessità della sua numerosa famiglia. Poi, insegnò alla Scuola Media di Lendinara, ove divenne Vice-Preside e, successivamente, alla Scuola Media della nostra Città. Da sempre, coltivò l’impegno culturale per Badia e la passione per la pittura. Fu un appassionato studioso della storia locale ed effettuò numerose pubblicazioni.
Nel 1963, acquistò, assieme a due amici, l’ultimo Mulino sull’Adige (poi travolto da una piena) e diede vita assieme al Prof. Giovanni Beggio ed al Rag. Gino Stefani, alla Prima Sagra degli Aquiloni, sulle rive dell’Adige. Nel 1969 fondò, assieme alla Prof.ssa Marina Guerra e a Mons. Guido Stocco ed al Prof. Arturo Rossi, la Biblioteca Civica Bronziero. Nel contempo, si interessò in modo determinante per il Teatro Sociale e per l’Abbazia della Vangadizza.
Alla fine degli anni ’70, prese la guida della storica Società Operaia, vecchia solo di anni, ma giovane per gli scopi di solidarietà che ancor oggi offre per il mondo del lavoro e delle modeste professioni, e diede alla stessa notevole impulso. Istituì due borse di studio annuali per gli studenti della scuola Enzo Bari. Tali borse di studio, da assegnare preferibilmente a studenti badiesi, vengono tuttora erogate.
Il sogno del Professore era quello di creare un Museo locale. Nel 1968, presso alcune sale del Municipio, venne inaugurata la “Raccolta Civica”, frutto delle ricerche del Professore fino al 1977 quando venne inaugurato il vero e proprio Museo Civico “A.E. Baruffaldi”.