Chiesa Arcipretale San Giovanni Battista

Vi sono documenti che ne attestano l’esistenza fin dal secolo XII. Dapprima Cappella Monachorum, dipendente dall’Abbazia della Vangadizza, poi chiesa plebana, subì nel corso dei secoli restauri e ampliamenti.
L’aspetto attuale risale ai lavori del 1700, durante i quali venne ampliata, eseguiti il transetto e l’abside, rifatta la facciata a due ordini architettonici.
Nel grande medaglione del soffitto, il pittore veneto Pio Piati, dipinge a fresco, nel primo Ottocento, l’ascesa in cielo di S. Giovanni Battista; la firma del pittore si legge sul nastro sorretto da un angelo verso il presbiterio.
Nel primo altare, sul lato sinistro, possiamo vedere una ottima pala con S. Giacomo Apostolo e Santi, della fine del sec. XVIII; sul secondo altare troviamo un paliotto marmoreo barocco, proveniente dalla Chiesa della Vangadizza; ai lati dell’altare, due statue, di autore ignoto, poste su mensole raffigurano S. Filippo Neri e S. Ignazio di Loyola. Nell’ultimo altare, in una nicchia, si trova la statua lignea della Madonna della Vangadizza, già nell’Abbazia fin dal 1400. Gli altari sono tutti di ottima fattura. Particolarmente pregevole quello seicentesco a colonne tortili nella seconda cappella di destra, dove sono ospitate le reliquie dei Santi Primo e Feliciano. Subito dopo, sempre a destra, la cappella dedicata a S. Teobaldo, con l’urna contenente le reliquie del Santo; sulla parete di fondo della stessa cappella un affresco del pittore Sebastiano Santi, della prima metà dell’800, raffigura l’ascesa in cielo di S. Teobaldo sostenuto da Angeli.
Da notare, a destra dell’altare maggiore, un bassorilievo quattrocentesco raffigurante un “Ecce Homo”; la scultura proviene dall’oratorio della confraternita del SS. Sacramento, divenuto atrio del nuovo ingresso laterale sinistro della chiesa, durante i lavori del 1923-1924.
Di ottima esecuzione la cantoria e l’organo dell’intagliatore veneziano Antonio Flaibani e il pulpito di Lorenzo Urbani, opere del 1800.
Il campanile è del 1600.

Tratto da Badia Polesine: contributo per la conoscenza della città.
Badia Polesine, Biblioteca Civica G.G. Bronziero, 1993